Caffè Damoka dalla sua nascita è sempre stata attenta all’Arte sia legata al mondo del caffè ma anche in tanti altri progetti.

Da qui nasce la voglia di promuovere soprattutto gli artisti del nostro territorio.

Giuliano Giuggioli

Giuliano Giuggioli nasce nel 1951 a Vetulonia, in provincia di Grosseto.

Ha l’atelier e l’esposizione permanente delle sue opere a Follonica (Gr), città nella quale vive.

Autodidatta, si perfeziona nelle tecniche pittoriche e di stampa con la frequenza assidua di botteghe,
stamperie, cantieri artistici, gallerie e musei di tutto il mondo.

La sua produzione spazia dalle grandi tele ad olio, alle tecniche su carta e legno,
agli affreschi, alla scultura, alle ceramiche, alle acqueforti, serigrafie e litografie.

Nel 2004 si è dedicato anche all’attività di scenografo, realizzando le scene per il musical “Cleopatra”, di Lamberto Stefanelli.

Molte sue opere sono state pubblicate dalla rivista “Anima Mundi”, edizioni Eri/Rai, diretta da Gabriele La Porta.


Numerose le partecipazioni di Giuggioli all’Art Expo di New York dove, inoltre, è stato ospite dell’esclusivo Circolo degli Artisti della città.

I suoi lavori sono presenti in molte collezioni pubbliche e private sia in Italia che all’estero.

Tra le mostre personali più importanti sono da ricordare: 1994 a Vevey (Svizzera); 2005 a San Francisco (USA); nel 2007 l’antologica presso il Cassero Senese di Grosseto; 2012 nella Sala Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze; 2013 “Cronache senza tempo”, Civica Pinacoteca di Follonica; 2015 Galleria L’Amour a Taizhou, Cina; 2016 Galleria Sicily a Hangzhou, Cina; 2016 Casa da Cultura a Càmara de Lobos, Madeira, Portogallo.

Del 2016 l’importante mostra collettiva “Frammenti di realtà” presso il Castello Inferiore di Marostica (Vi): l’esposizione a cura di Andrea Pietro Petralia rappresenta la figurazione toscana tra tradizione e contemporaneità con una quarantina di opere di 8 pittori toscani che esprimono la bellezza artistica della loro regione.

Dario Vella

Dario Vella, fin dagli anni ’90 è protagonista sulla scena del Writing italiano.

Riesce a distinguersi nelle varie conventions grazie alla sua propensione al disegno piuttosto che al lettering
come fanno i writer del periodo.Partecipa a numerose riqualificazioni urbane e la sua arte viene, con il tempo e l’evoluzione,
influenzata e compromessa dalle sensazioni che il degrado urbano crea in lui.

Dopo qualche tempo infatti, inizia a dipingere i suoi soggetti unicamente su pareti non imbiancate, anzi,
trova gli angoli più decadenti per inserire i suoi disegni in contesti sporchi ma a suo parere reali.

Ogni muro ha una storia, un passato, un vissuto trascorso fra intemperie naturali e non, per questo preferisce
non modificarne troppo l’aspetto, perché un muro imbiancato non racconta, non parla, al contrario di un muro trascurato,
molto più interessante e vivo.

“Un’opera su un muro con un background di esperienze, è un’opera già quasi compiuta,
io devo fare solo il 20% del lavoro, al resto ci ha già pensato il tempo.”

Nei dipinti su tela, infatti, realizza texture cercando quelle sensazioni che suscitano gli stessi muri delle periferie degradate,
arricchiti da elementi aurei vibranti di luce come nella tradizione fiorentina si usava adoprare così facendo
filtra il sapore della strada con il gusto e l’estetica degli interni; accostando colature e abrasioni di intonaco a colori ricchi,
mettendo in contrapposizione degrado e abbandono a ricchezza e benessere, il tutto decorato da figure
spesso monocromatiche dalle forme regolari e piacevoli alla vista.


 

I soggetti dei suoi dipinti spaziano dai ritratti su commissione a rappresentazioni sulla vita quotidiana, anche quella più bassa. Oggetti di modernariato ed elementi della strada sono da lui preferiti con il risultato finale di una figura intaccata dalle avversità del tempo che si rispecchia sulla superficie dell’opera e va ad invadere e a fondersi con l’area del soggetto, un po’ come il volto di un anziano solcato da rughe che danno comunque espressività e raccontano più di quanto le parole non possano dire.

Così i disegni appaiono interrotti dalla corrosione del tempo sotto forma di colature e scrostature, proprio come facciamo con i ricordi lontani, che abbiamo archiviato ricordandone solo una buona parte come in un flashback.

Dal punto di vista del design da interni, un’opera di Dario Vella, dona agli ambienti un tocco elegante di aggressività urbana, egli, infatti, definisce i suoi dipinti veri e propri complementi d’arredo urbano, ma, con i giusti compromessi di un’opera da studio.

 

Claudio Cionini

nasce a Grosseto nel 1978. Frequenta il Liceo Artistico di Grosseto e l’Accademia di Belle Arti di Firenze,  dove inizia, nel 2000, l’attività espositiva. Dopo gli studi la sua attenzione si rivolge subito al paesaggio industriale,  realtà che lo circonda nella  città dove da sempre risiede, Piombino.

Lo attraggono gli impianti delle acciaierie: i forti chiaroscuri e le atmosfere fumose che avvolgono altoforni e tubazioni.  Esegue, dal 2001 al 2007, molti disegni, anche dal vero, e si avvicina lentamente ad una pittura prevalentemente monocroma.

Nello stesso anno nascono i primi studi di paesaggio urbano dopo aver visitato Parigi. Affascinato dai suoi grandi boulevard e dalle sconfinate vedute della città, intuisce la caratteristica fondamentale della sua opera: lo spazio, la profondità della prospettiva, il punto di fuga.

La prima mostra personale  importante è del 2008, intitolata “Luoghi dell’assenza”, presso il Museo archeologico di Fiesole.

Nel 2009, in occasione del ventennale dalla caduta del Muro di Berlino, partecipa a diverse celebrazioni in ricordo dell’evento. Su invito della Regione Toscana e dopo diversi soggiorni a Berlino realizza un nucleo di opere che farà parte della mostra personale “L’ombra del Muro” tenutasi presso le sale del Consiglio Regionale della Toscana a Palazzo Panciatichi a Firenze. Espone inoltre alle collettive “Il Muro – Vent’anni dopo quasi come Dumas” al Castello di Lari e “I Muri dopo Berlino” allo Spazio Tadini di Milano.

Continua, anche successivamente, a ritrarre la città di Berlino, stimolante da un punto di vista architettonico e culturale. La pittura di Cionini si fa più materica, inserisce nuove tonalità e nuove inquadrature. Nasce così, nel 2010, la mostra personale “Scorci di verità” alla Galleria d’Arte Contemporanea di Arezzo.


Nel 2011 al Museo Piaggio di Pontedera espone una serie di opere dedicate alle acciaierie di Piombino, tema a lui caro che non ha mai abbandonato nel corso degli anni, e una serie di quadri che ritraggono le grandi metropoli mondiali soprattutto americane, da New York a Los Angeles, e altre, da Melbourne a Tokyo.  Il pittore è affascinato dall’idea di avvicinare queste grandi città quasi come fosse un’unica sconfinata metropoli globale. Si serve, per realizzare le opere, di immagini che arrivano dal web e dal cinema:  strumenti di comunicazione “globale” per eccellenza.  La mostra si intitola “RUST! Fabbrica-Città-Memoria”.

È del 2013 la mostra alla Galleria Angelica di Roma “ISTANTI – Under the Skin of Images”, per la quale realizza alcuni quadri dedicati alla città eterna; uno di questi, che ritrae Piazza del Popolo, è stato donato al Senato della Repubblica Italiana.

Nel 2014 espone ad Ottobre in Sicilia, nella prestigiosa galleria palermitana Lupo ‘Art, con una importante personale e in Novembre alla Fornace Pasquinucci di Capraia Fiorentina. La personale si intitola “Blues della grande città” , un voluto omaggio alla raccolta di poesie di Cesare Pavese.

Nella primavera del 2015 espone a Pietrasanta, nelle sale di Palazzo Panichi, “Oltre i deserti : le città visibili” è il titolo dellla mostra personale che richiama l’opera di Italo Calvino.

 Nell’ estate del 2015 partecipa, alla realizzazione del libro “Cibo Arte Vino Mare” curato da Elena Barsacchi, con ricette dello chef Luciano Zazzeri, ritratti di Oliviero Toscani, tra cui quello di Cionini e un testo di Vittorio Sgarbi.

La galleria Lupo ‘Art gli dedica due personali nel 2016, prima a Pietrasanta, in luglio e a Palermo, in Ottobre; viene realizzato un catalogo con le opere presenti in galleria.

Cionini è stato selezionato per la realizzazione del calendario 2017 di Toscana Energia.

Armando Orfeo

Nato a Marina di Grosseto nel 1964. Vive e lavora a Grosseto.
Autodidatta, le sue prime esperienze in campo artistico riguardano la grafica e l’illustrazione pubblicitaria.
Nel 1984 si trasferisce a Firenze per intraprendere gli studi di Architettura e parallelamente inizia a pubblicare alcune brevi storie di fumetti prima sulla rivista “Tempi Supplementari”, poi sulla storica “FRIGIDAIRE”.
I primi anni novanta sono caratterizzati dal rientro a Grosseto, il rinnovato impegno nella pubblicità con la Niessen & Associati e la fondazione dell’associazione culturale ACHME con la quale organizza alcune rassegne d’arte multidisciplinare in ambito locale.
Dal 1996 si dedica interamente alla pittura ed in collaborazione con alcuni artisti grossetani, apre la galleria Pigmenti Arte che presto diventerà un punto di ritrovo importante per le energie creative del grossetano. L’esperienza durerà soltanto tre anni, ma saranno anni stimolanti soprattutto per uscire con la propria pittura da Grosseto iniziando difatti un intensa attività espositiva prima a Prato ed in Versilia, poi a Roma e nelle più importanti fiere d’arte italiane ed estere.
Come illustratore pubblicitario ha avuto modo di collaborare con Artemidatre di Milano, con la quale tuttora realizza progetti di immagine commissionati da importanti aziende italiane ed estere come:
FIAT engineering, Finanza & Futuro, Sun Microsystems, Casinò di Lugano, Perfetti, Vaillant, Dea, Tre Marie, LifeScan, Sanofy-Aventis, Sperlari.



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